Nabateo lo Scriba (LE TAVOLE D'ORO)

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Nabateo lo Scriba (LE TAVOLE D'ORO)
Autore
Youssef Ziedan
Editore
Neri Pozza
Pubblicazione
13 luglio 2012
Categorie
È un caldo giorno di primavera del VII secolo quando nel Borgo a oriente del Delta egiziano, dove vive una piccola comunità cristiana, arrivano i mercanti arabi. Costantinopoli è lontana e, in questa parte dell'Impero, non vi è traccia della strenua lotta di Eraclio I di Bisanzio contro Persiani e Arabi. Dai loro brulli deserti, insieme con la polvere gialla che vaga in ogni angolo e copre tutte le strade, i mercanti arrivano con le loro larghe mantelle rigate di fili luccicanti, i turbanti bianchi avvolti sulle teste, gli occhi truccati con il kohl, alla ricerca di donne in un villaggio abituato a svuotarsi delle risate delle vergini.

Salama, il mercante di una famiglia chiamata «nabatea», poiché discendente dai Nabatei, il popolo dell'antica Petra, è venuto a prendersi Marya, una bella ragazza bianca come il cuore del grano, con occhi limpidi e grandi, ciglia spesse del colore delle notti d'inverno e folti e lunghi capelli. È venuto accompagnato dal fratello minore, noto ai mercanti come «lo Scriba», perché è colui che scrive i contratti commerciali, e come il «Nabateo», sebbene tutti loro siano nabatei. Coi suoi tratti fini e gentili, gli occhi truccati con il kohl, la veste bianca e pulita e il turbante che emana un tenue profumo, il Nabateo, così diverso da Salama che ha la testa piccola e il collo lungo, un leggero strabismo e un naso troppo grande, colpisce al cuore la giovane Marya. Al pensiero di vivere tutta la sua vita con Salama nel deserto e di lasciare sua madre e il Borgo, Marya si rattrista, tuttavia non si ribella al proprio destino. Subito dopo le nozze, parte con la carovana incontro alla sua nuova vita e, durante il duro e faticoso viaggio, apprende le usanze dei mercanti, delle loro tribù, delle loro religioni. Sa che nella Penisola araba è apparso un nuovo Profeta che ha dichiarato guerra agli Ebrei per cacciarli da Yathrib, la futura Mad?nat al-Nab?, Medina. Sa che nella famiglia «nabatea» di Salama le religioni sono come gli affluenti del Nilo, numerosissime. Il fratello maggiore del marito è detto hudi, cioè giudìo, perché si è convertito al giudaismo; Salama è cristiano, ma non praticante; la suocera è pagana, devota della dea Allat; e il Nabateo crede in due divinità Allat e El, Madre e Figlio. Ascolta, infine, rapita, le parole del Nabateo sui cicli della vita, la metempsicosi, la compresenza del principio maschile e femminile in tutti gli esseri umani.

Imponente romanzo storico che ricostruisce magnificamente l'atmosfera delle terre dell'Impero bizantino al sorgere dell'Islam, Nabateo, lo scriba costituisce una splendida conferma del talento di Youssef Ziedan, l'autore di Azazel.

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