Asini oche e rabbini (Dal mondo)

In un unico indimenticabile romanzo la Storia e le Storie l’Autobiografia e le Biografie la Memoria e il Presente si fondono magistralmente per dar luogo a una narrazione che avvolge il lettore da ogni parte conquistandolo con il fascino discreto dell’intelligenza dell’ironia e della satira sociale. C’è in questo libro molto della famiglia ebraica da cui l’autrice proviene e c’è molto della Ferrara in cui è cresciuta e dei terribili rintocchi di morte che il Novecento ha voluto far sentire (tanto per non sembrare diverso dai secoli precedenti) al popolo del Libro. Storia di famiglia allora? No non soltanto almeno. Perché il passato della famiglia Anau trova il suo sfondo fatale nella Storia sicché la dimensione della memoria si ramifica nella complessità del Secolo Breve per di più giocando narrativamente a rimpiattino capitolo dopo capitolo con il presente. In questo libro le parole quotidiane della lingua ebraica trovano in ogni pagina un loro modo danzante e non didascalico di affiorare alla superficie del testo segnalando i continui aggiustamenti fonetici loro occorse transitando nelle sonorità ferraresi o piemontesi. Così chi volesse leggere il libro alla stregua di un repertorio di termini ebraici potrà dirsi soddisfatto alla fine della lettura perché avrà imparato non soltanto le parole ma anche (e soprattutto) lo speciale profilo dell’ebraicità italiana che quelle parole disegnano compresi i profumi della cucina.

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