Spregiudicate

«Quando armate ed esperte ancor siam noi,
render buon conto a ciascun uom potemo,
ché mani e piedi e core avem qual voi;
[…] Di ciò non se ne son le donne accorte;
che se si risolvessero di farlo,
con voi pugnar porían fino a la morte».
Veronica Franco, Terze rime

Una raccolta di storie che sembrano inventate e sono invece un viaggio nella libertà
e nella tenacia femminile.

Mentre le figure dei grandi seduttori, Casanova fra tutti, sono entrate nella leggenda, ammirate e invidiate da uno stuolo di emulatori, le donne che sono diventate famose per il numero dei loro amanti sono state di volta in volta etichettate come “libertine” nelle migliori delle ipotesi, “prostitute” – per non utilizzare termini ben più volgari – nelle peggiori. Una prospettiva limitata che è giunta l’ora di ribaltare, o per lo meno di illuminare secondo una nuova luce.
Chi ha preso in mano questo volume con l’intenzione di nutrire lo stigma e il pregiudizio nei confronti delle donne seduttrici e libertine, ha sbagliato libro: se volete puntare l’indice contro di loro, quanto segue vi farà piuttosto cambiare idea. Perché le donne che Adriana Schepis racconta sono a modo loro delle rivoluzionarie, accomunate da una caratteristica imprescindibile che si accompagnava alla loro bellezza, anzi ne era la componente determinante: una acuta, profondissima intelligenza. È grazie a essa che la Bella Otero, Ninon de l’Enclos, Frida Kahlo e le altre sono riuscite a sedurre uomini tra i più colti del loro tempo, incantati dalla loro presenza di spirito e dalla loro brillantezza forse più che dalle loro forme armoniose. Ed è grazie a queste qualità che sono riuscite a cambiare quel piccolo o grande pezzo di storia di cui hanno fatto parte.
Adriana Schepis è nata a Trieste d’estate, nel 1980. Ama scrivere a matita, bere buon caffè e camminare. Non ama le matite spuntate, i granelli di caffè sulle mani umide né le scarpe col tacco. Da tempo si è avvicinata allo zen, ma lui continua a schivarsi. Ha conseguito una laurea in Psicologia, un dottorato in Psicologia della comunicazione e un master in Comunicazione della scienza.

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