Occhio alla penna

Occhio alla penna di Claudio Di Loreto
Breve incipit


Stordito dal turbine di fine anni settanta e senza nemmeno un briciolo di polvere sulla coscienza, Franco De Caro è uscito di casa per entrare nei Carabinieri, ha fatto carriera, ha militato per qualche tempo nei servizi segreti. In trentacinque anni le cose sono cambiate. Al momento il suo indirizzo è un letto nel reparto Terapia Intensiva, dopo un'operazione di by-pass. Lo attende una lunga convalescenza al San Giacinto, una specie di Miglio Verde gestito con pugno di ferro (e guanto di titanio) da Suor Vincenzina, detta a' colonnella. Fatte salve le naturali interferenze di un compagno di stanza cocainomane e pregiudicato, il racconto di Franco parte proprio da quel letto d'ospedale e attraversa tre decenni di storia italiana presentandoci una galleria di personaggi, delitti, piccole e grandi calamità, nefaste burocrazie, incidenti grotteschi e riflessioni tra il dolce e l'amaro. Un viaggio nella memoria in cui ogni singolo fatto sembra sempre voler incorporare il proprio rovescio e farne la cifra del suo funzionamento: una squadra di carabinieri agghindati come delinquenti, l'ingresso nei corridoi di un Potere costruito sul sospetto e sulla circospezione, l'esilio in ruspanti Stazioni di provincia, le indagini di una carriera iniziata per caso e finita in passione. Sullo sfondo, l'Italia di tutti, geniale e imbarazzante, incantevole e marpiona, confusionaria e brillante, dalle stanze ufficiali ai vicoli della camorra, dalle radio libere alla radiomobile, da Moro a Nassiriya.

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