Imputata, alzatevi!

Biografia
“Imputata, alzatevi!”, scritto nel 2005, è una storia vera d’amore e di odio, in cui si ride, si piange e ci si dispera nella ricerca continua dei sogni comuni all’umanità intera.
Scritto con un linguaggio semplice, lineare, commovente, autoironico e drammatico. Una generazione intera si immedesimerà.
La storia si svolge negli anni 80/90, in due province meridionali.
La protagonista è una ragazza come tante nella sua normalità e nella sua giovinezza. Innamorata della musica, dell’amore e di Adriano.
Marcella incontra Adriano in una sera di quasi estate: si incrociano due Solitudini che per un po’ si accompagnano meravigliosamente, si consolano e si soccorrono a vicenda, nonostante nella vita di Marcella ci sia già un altro, un rivale che Adriano combatterà tenacemente e vincerà.
La loro relazione d’amore comincia in un sera invernale e finisce ufficialmente in una sera d’estate; ma continuerà per un decennio in una lenta, inesorabile e moderna passione e crocifissione.
Adriano era l’Amore, quello che si prova una sola volta nella vita e mai più. Marcella Amava un ragazzo d’oro che, però, di questo elemento aveva solo la facciata!
Se la storia con Adriano era finita una sera d’estate, dal giorno dopo cominciava quella che sarebbe stata solo sua: un Calvario lunghissimo ed estenuante, umiliante e delirante; fino allo stremo delle forze; fino al Gòlgota, una quarta Croce cesellata laboriosamente da un bravo e fine Falegname, che tanto ci aveva lavorato su finché non aveva avuto l’orgoglio di tanta perizia e costruzione.
Come in un processo pilotato da una giustizia inesistente, da una imparziale giuria popolare, dall’inoppugnabile verdetto di colpevolezza, c’era una trama nera alle spalle di Marcella e ogni volta che ai suoi persecutori ne scappava un filo, doveva imporsi la rassegnazione perché sarebbe stato sempre tardi, ormai, rimediare con Adriano.
La destinazione scelta per lei, era una lenta e inesorabile Via Crucis, su fino al monte Calvario; per condannarla di peccati non commessi, di colpe costruite nelle piazze e nei saloni di barbieri e parrucchiere.
Marcella e Adriano avrebbero ripristinato e mantenuto, nel tempo, un rapporto apparentemente amichevole, fino a diventare ostile indifferenza; ma Marcella avrebbe continuato a Sognare, per quasi due lustri, di riavere indietro il suo Amore, per risvegliarsi alla fine in un incubo neppure immaginato.
Aveva tenuto ben stretto il suo Biglietto di Prima Classe, ma non sapeva che era un treno su un binario morto. Si era straziata, condannata all’esilio e disperata per dieci lunghi anni, per un ennesimo processo finale in cui l’Imputata sarebbe stata giudicata ancora e sempre Colpevole.







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