Le mie tele-visioni

Mi sento come in un viaggio che finirà per mancanza di benzina, non di voglia. Sono onestamente uno soddisfatto di sé. E come potrei non esserlo. Penso di aver avuto molto, e talvolta mi sono detto che forse ho avuto anche di più di quello che meritassi. Ho faticato e lavorato tanto. Per questo mio vizio del lavoro "ho fatto saltare matrimoni, mi sono dedicato meno di quanto avrei voluto ai miei figli piccoli, ho rinunciato a cose importanti della vita. Ma non ho nessun rimpianto". Del resto ho scritto venti film, pubblicato venti libri, viste rappresentate oltre venti delle mie commedie, più migliaia di ore in tv e radio: che vado cercando? Boh, a saperlo: forse solo un distributore per continuare il viaggio.

Il rispetto che Maurizio Costanzo ha sempre avuto per il suo pubblico, insieme alla sua mente per natura libera da censure, all'autonomia di cui comunque ha goduto da parte dei suoi editori, oltre al suo innato talento di comunicatore gli hanno permesso di fare televisione o meglio "la" televisione per oltre quarant'anni, mettendo in scena giorno dopo giorno l'Italia dell'epoca. A distanza di anni, dopo che il tempo ha comunque permesso di rileggere avvenimenti e personaggi, Costanzo torna a parlare di televisione e lo fa ancora una volta a modo suo: non lesinando aneddoti, ricordi personali, acute riflessioni. E il racconto fluisce ammiccante e sornione, partendo proprio da Bontà Loro - primo esperimento di quello che verrà poi chiamato talk-show - su su fino al Maurizio Costanzo Show il cui straordinario e longevo successo ha fatto del suo autore una sorta di "memoria storica" della televisione italiana

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