avevo 6 anni

Cosa c'è di più innocente degli occhi di una bambina che scopre il mondo? E cosa è più profondo dell'animo umano? Forse la poesia che in quegli occhi limpidi nasceva. La bambina se ne stava curiosa ad osservarlo quel mondo, a colorarlo. Ad immaginare le risposte che dagli adulti non otteneva, sempre così presi a combattere la vita. Lei guardava oltre la polvere che si alzava dal selciato, oltre le vie di quel pezzetto di Roma. Verso luoghi lontani che avrebbe davvero raggiunto, senza nemmeno conoscerne l'esistenza. E dai quali sarebbe finalmente tornata sulle ali dei ricordi di una vita intera.
"Avevo 6 anni" è quel viaggio di ritorno, è il riassunto in prosa di ricordi che profumano di poesia. È lo specchio in cui Nicoletta si guarda e ritrova accanto a sé, chi più vicino, chi più lontano, persone e luoghi che l'hanno accompagnata in questo viaggio. Il riflesso è come al solito da lei elevato ad arte ed insieme a insegnamento da condividere. La gioia della fervida immaginazione con cui ripropone storie e aneddoti è contagiosa. Affacciandoci alle sue spalle, nello specchio potremmo vedere ancora riflessi il suo sorriso e quegli occhi di bambina.

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