Voltaire (Ritratti)

Lytton Strachey fu un profondo conoscitore dell’opera e del pensiero di François-Marie Arouet, meglio noto come Voltaire, di cui lo affascinava la capacità di evadere dal «labirinto dei fatti pratici», per giungere a una comprensione filosofica dei fondamenti politici e religiosi del mondo. In particolar modo ammirò le Lettres philosophiques, la «lente» con la quale Voltaire riuscì a raccogliere gli sparsi raggi delle impressioni maturate nel corso del suo soggiorno inglese «in un sole di splendida e ardente intensità» che avrebbe illuminato l’Inghilterra – e il mondo – di tolleranza e curiosità intellettuale. Questo libro riunisce per la prima volta in un unico volume i testi dedicati al grande illuminista francese: Le tragedie di Voltaire (1905), Voltaire e l’Inghilterra (1913), Voltaire e Federico il Grande (1915), poi raccolti nel 1922 all’interno del volume Books and Characters. Se nel primo Strachey non esita a esercitare la sua ironia sui limiti del Voltaire drammaturgo, gli ultimi due saggi – scritti a ridosso della Prima Guerra Mondiale – volevano essere anche una via di fuga da un’atmosfera cupa e maligna, uno sguardo al passato per dimenticare le meschinità del presente e ritrovare la speranza.

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di Lytton Strachey

La regina Vittoria (Ritratti)

La regina Vittoria (Ritratti) di

Il regno di Vittoria coincise con il massimo splendore dell’Impero Britannico, gli anni della Rivoluzione Industriale e della Grande Esposizione. Un’epoca attraversata da profondi cambiamenti, ma al tempo stesso segnata dal ritorno di una morale rigida, di cui la famiglia reale inglese era l’esempio e l’emblema. In questo libro Lytton Strachey ricostruisce la vita della sovrana, dagli...

Eminenti vittoriani (Ritratti)

Eminenti vittoriani (Ritratti) di

Il primo dovere di un biografo, sostiene Lytton Strachey, è senza dubbio conquistare e mantenere la giusta misura, sbarazzandosi del superfluo e dell’insignificante, per focalizzare solo quel che è degno di nota. Del resto, una narrazione meticolosa non necessariamente restituisce il senso delle cose, anzi, il modo migliore per cogliere il carattere di un’epoca è accostarsi lungo...

Anche gli sciocchi sanno scrivere in francese (Maestri)

Anche gli sciocchi sanno scrivere in francese (Maestri) di

Università di Cambridge, 1943. Max Beerbohm dedica la lectio annuale all’amico e collega Lytton Strachey. Perfetto nei ritratti insieme virtuosi e viziosi dei suoi eminenti contemporanei, critico e ironico nei confronti dei vittoriani inglesi, Strachey era uno scrittore puro, un prosatore eccezionale. La sua aspirazione era però di poter scrivere in francese. Considerava Chénier,...