XX Battaglione eritreo (Saggi italiani)

“Questa guerra è per noi come una bella lunga vacanza dataci dal Gran Babbo [Mussolini] in premio di tredici anni di scuola. E, detto fra noi, era ora.” Così Montanelli definì l’esperienza africana, raccontata nel suo primo romanzo, XX Battaglione eritreo, dato alle stampe nel 1936 e da allora non più pubblicato per oltre settant’anni. In queste pagine ritrovate, Montanelli porta alla luce la dimensione umana che la guerra mette alla prova, descrive la situazione dei soldati e delle truppe indigene, le loro paure, il rapporto con la morte. “Questo libro non è nato dentro la guerra, fra le ansie del combattimento. [...] È soltanto la vita di un Battaglione solitario, vita mia e di tutti.” E infatti l’eco della battaglia è lontano e si perde in un turbine di sensazioni e immagini che, più che a un diario dal fronte, fanno pensare alla cronaca di una crescita, il definitivo salto nell’età adulta che segna il percorso di formazione di un grande scrittore. Per dar voce al lato nascosto di quel profondo mutamento, questa edizione arricchisce il testo di una testimonianza fi nora rimasta nel buio: l’epistolario che Montanelli tenne coi suoi genitori dall’aprile 1935 ai primi mesi del 1936. In quelle lettere Indro annotava le condizioni di vita dei soldati, appuntava con irritazione le lunghe attese di uno scontro che tardava a venire ed esortava i suoi coetanei “imboscati” a unirsi a lui. Dal romanzo come dal carteggio affiora, costante e insopprimibile, l’istinto che avrebbe accompagnato Montanelli per tutta la vita, quello per la scrittura e l’esplorazione, del mondo come dell’animo umano.

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