Datagate

[2° edizione aggiornato e ampliato con documenti allegati al 16/09/2013]

Questo ebook raccoglie i miei articoli editi ed inediti sulla vicenda denominata giornalisticamente “datagate” e che si riferisce in particolare alle dichiarazioni di Edward Snowden.

Un giovane analista di una società appaltatrice della NSA americana che ha rivelato il sistema di intercettazioni e controllo – in particolar modo della rete e delle conversazioni telefoniche – da parte di un’agenzia americana attraverso un prodotto chiamato Prism.

Lo sconcerto per questi fatti a dire la verità è durato poco, e si è abilmente ridimensionata la questione per due ragioni specifiche.



La prima, che in realtà (anche attraverso Prism) gli americani hanno in mano moltissime informazioni imbarazzanti per i governi occidentali, sui singoli ministri e capi di stato e di governo e sulle maggiori aziende e istituzioni finanziarie, e quindi è sconsigliabile “puntare troppo i piedi”.

se in un primo momento i governi soprattutto europei avevano chiesto a gran voce chiarezza, nel giro di poche settimane quasi tutti hanno glissato, indotti a miti consigli anche dal fatto che gli USA avevano due frecce al proprio arco: rivelare come e quanto quegli stessi governi effettuano controlli e intercettazioni, e interrompere la collaborazione strategica a livello di intelligence.



La seconda ragione è che quasi tutti i media non hanno notizie di prima mano, né di inchiesta, su questo tema e su questa vicenda, e si sono ridotti a semplici ripetitori di laconiche dichiarazioni politiche dei rispettivi governi. Hanno in altre parole dovuto scegliere se rilanciare (e quindi ingigantire il ruolo) del Guardian – che aveva lo scoop – o ridimensionare.

In questa scelta ancora una volta sono i lettori a pagare, e si manifesta tutta l’inefficacia di una stampa ormai poco capace di fare inchieste e di cimentarsi nel giornalismo investigativo. Questo quando non vi sono veri e propri casi di collusione tra servizi di informazione e professionisti dell’informazione (come nel caso di Renato Farina – che da cronista lavorava e scriveva articoli su commissione della Cia).



In realtà questa vicenda che è stata “venduta” al pubblico in maniera fortemente ridimensionata nella forma di “spionaggio governativo” ha una portata ben maggiore, e riguarda il nostro modo e il nostro approccio all’intero sistema di internet, delle nuove tecnologie, ed alla scelta – consapevole e individuale – di quali dati fornire e in che termini gestire la nostra privacy e le nostre informazioni in rete.

Minore è la consapevolezza e la capacità di scelta da parte dell’individuo e maggiore sarà la capacità che – pur non volendo – forniamo “in rete”, ai governi come alle aziende private, nostre informazioni e dati personali.

Ed è proprio per questo che il datagate avrebbe dovuto in questo tempo essere approfondito e sviluppato e raccontato meglio e di più. Quasi come una forma di “educazione civica alla rete”, in un mondo interconnesso e in cui siamo tutti in rete, ed in un sistema in cui non è mai né chiaro né definito dove cominci il pubblico e finisca il privato, come le aziende e i governi.



In quest’ottica questo ebook si divide in tre parti.

In una prima parte ripercorrerò brevemente alcune vicende relative a coloro che hanno “denuncia pubblicamente o riferisce alle autorità attività illecite o fraudolente all'interno del governo, di un'organizzazione pubblica o privata o di un'azienda” - i cd. whistleblowers.

In una seconda parte riproporrò gli articoli generali sulle tematiche della rete e della privacy già pubblicati su l’Unità.

Nella terza parte gli articoli, in parte editi e in parte inediti, della mia inchiesta su questo datagate, sperando di dare così un’idea complessiva della sua reale dimensione e del suo significato sociale, economico e globale.

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