Cittadino di Roma: Conversazioni sulla Capitale e sull'Italia

Governare una città come Roma, la Città Eterna, la Capitale, non è certo facile. Soprattutto se ti trovi a farlo durante la più grande crisi economica del dopoguerra e in un momento storico nel quale lo scontro politico va radicalizzandosi sempre più. Questo è ciò che sta facendo Gianni Alemanno, combattendo anche contro le difficoltà lasciate dalle precedenti amministrazioni. «Abbiamo trovato un buco di 12 miliardi di euro come eredità del centrosinistra» afferma Alemanno, che in questo libro-intervista con il giornalista del «Corriere della Sera» Corrado Ruggeri svela aspetti sorprendenti della sua personalità, dura e spigolosa ma anche profondamente schietta e autentica, le motivazioni del suo agire, i suoi sogni per una città e un Paese «migliori di quelli che ha trovato». Come scrive Ruggeri, «Gianni Alemanno ha, come tutti, un cassetto dei sogni dentro il quale custodisce una città dove l'uomo si possa riscoprire deus e non lupus nei confronti dell'altro, dove la solidarietà sia una ragione di vita e non un finto corollario di una tesi politica, dove le idee siano coraggiose e il coraggio sia al servizio delle idee. Questa intervista è un piccolo pezzo di storia di Roma, dei cambiamenti apportati, delle migliorie e dei tanti ostacoli incontrati, delle difficoltà della crisi che ha trascinato affanni economici, politici e morali anche nella Capitale, ma è anche un generoso e robusto atto di speranza nel domani. Per Roma Capitale e per l'Italia».

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Altri libri di Corrado Ruggeri

Il silenzio è stato il mio primo compagno di giochi (eNewton Narrativa)

Il silenzio è stato il mio primo compagno di giochi (eNewton Narrativa) di

La sordità non ha segni evidenti, è un handicap invisibileUna storia vera «Il grande silenzio è stato il mio primo compagno di giochi. Un abbraccio affettuoso e terribile che non mi ha mai abbandonato. Nemmeno ora. E che non mi lascerà mai. Quando la gente mi guarda, pensa che io sia come tutti gli altri, perché la sordità non ha segni evidenti, è un handicap invisibile. Così, spesso, una perso...