Caro Manzoni, cara Ghita (Il divano)

Il diario di Margherita Provana di Collegno, protagonista della società frequentata da Alessandro Manzoni durante il suo soggiorno sul Lago Maggiore, comincia con le notizie sulla repressione austriaca a Milano. In questa cornice storica si collocano le conversazioni del quasi settantenne don Alessandro, che risiede nella villa del figliastro Stefano Stampa, con personaggi della politica e della cultura, tra i quali primeggia Antonio Rosmini, a lui carissimo. È un Manzoni «domestico» che non si nega temi forti (religione, Risorgimento, Rivoluzione francese, «questione della lingua») ma apre anche spiragli sul suo mondo intimo e segreto. Facendo mostra di una arguzia velata spesso da una pensosa malinconia.

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