Lettere a un editore (Storia, storie)

“Le tre lettere che qui si pubblicano – precedute da un biglietto firmato da Gaston Calmette, direttore del quotidiano “Le Figaro” e futuro dedicatario, a “testimonianza di profonda e affettuosa gratitudine”, di Du côté de chez Swann – fotografano perfettamente l’atto pressoché inaugurale del passaggio all’azione di Marcel Proust.
Si tratta anche di una narrazione ricca di echi e di implicazioni, di simulazioni e di dissimulazioni. Lo scrittore, intanto, si presenta al suo eventuale editore come un uomo già malato, fisicamente debole, che perlopiù vive in stato di clausura. Presenta la sua opera come indecente e scandalosa però suo malgrado, quasi il frutto di un felice corto circuito con l’alta moralità delle intenzioni. è un gioco a nascondere e a rivelare un segreto che deve essere tenuto nascosto a tutti tranne ovviamente che al destinatario della lettera. è, quella di Proust, una veloce, asciutta esegesi volta a incuriosire l’interlocutore”.
dalla Prefazione di Enzo Di Mauro

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