Un battito di ciglia

IL TEMPO. Questo sconosciuto che tiranneggia le nostre vite, che ci costringe in una trappola esistenziale, che scandisce la nostra esistenza terrena e, che tu sia re o marrano, non fa sconti a nessuno.
Il Tempo, che ci lascia vivere o decide di farci morire, forse è Dio, forse è satana, forse è ... o forse non è.
Sant’Agostino disse di lui: “Tempum, si nemo mi querit, scio, si querenti
explicare velim, nescio”.
Viviamo scanditi da lui, ma ignoriamo chi sia.
Da miseri ed infimi esseri di uno spazio del quale non conosciamo i confini, e che potrebbe essere l’infinito che contiene noi soli, o un contenitore microscopico di realtà infinitamente più grandi, il tempo delimita le nostre esistenze, e fa si che quel miracolo che chiamiamo vita si compia, delineandone inizio e fine, così che quando ci raccontiamo, abbiamo bisogno di dire “PRIMA”.
Tutto è relativo al tempo, e l’unica opportunità che ci viene data, è quella di farne qualche fotografia.

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