Il mio Novecento (BUR SCRITTORI CONTEMPORANEI)

La moda delle donne, un articolo in cui si raccontano le loro goffe divise di lana nera, ed è la galera fascista. Così, nel 1943, esordisce Camilla Cederna, con il suo primo articolo di “costume” che le varrà una condanna a sette anni per aver offeso la Patria. Dopo la guerra saranno le grandi rivoluzioni del boom economico, i nuovi ricchi e gli aspiranti “inseriti”, i grandi maestri dell’arte e le dive del cinema che la Cederna saprà ritrarre con intelligenza smagliante, tutta ironia e garbato sospetto, rovesciando il dramma con l’arguta leggerezza di un aggettivo.Alla fine del 1969 esplode una bomba in piazza Fontana e Giuseppe Pinelli cade da una finestra della questura di Milano. E allora la soavemente perfida Camilla, la giornalista dallo sguardo fulmineo, sarà di nuovo lì, come nel 1943, a tendere il suo filo sottile, nel quale inciampano non solo i presuntuosi, gli arrampicatori sociali e gli sciocchi, ma anche i potenti, e forse la Storia.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

Non ci sono ancora recensioni o articoli

Altri libri di

Pinelli. Una finestra sulla strage (La cultura)

Pinelli. Una finestra sulla strage (La cultura) di

È il 15 dicembre 1969, a Milano è da poco passata la mezzanotte. Da tre giorni non si parla d’altro che dell’attentato alla Banca dell’Agricoltura, in piazza Fontana. Per Camilla Cederna è stata una lunga giornata, quella dei funerali in Duomo delle diciassette vittime della strage. Si è appena addormentata, quando all’improvviso squilla il telefono. Sono gli amici e colleghi giornalisti ...