Il figlio del venditore di sogni

«Io sono cresciuto all'ombra del Demonio ed ancora provoco, intorno a me, dolore», affermava Salvador Dalí al termine della sua precocissima biografia, quasi a rammaricarsi della fatale scomodità del suo genio rispetto al mondo.

A distanza di circa 70 anni la biografia di un altro Dalí, un testimone forse scomodo che qualcuno teme e altri non vogliono accettare, svelerà i misteri che ancora avvolgono la sua esistenza.

Un ritratto di sé stesso e di un padre, non solo Maestro e artista immortale del '900. Una storia raccontata dall'interno, vissuta in prima persona e mostrata al mondo. Aneddoti familiari, la scomodità di un cognome, il dover dimostrare che, oltre all'onore di chiamarsi Dalí, c'è anche un gravoso onere.

Un atto di sfida alla società che ha sempre gettato un'ombra su un rapporto genuino, reso apparentemente difficoltoso per la grandezza artistica del padre e una dichiarazione d'intenti: «Io continuerò a dipingere con successo, a vivere con dignità, a rappresentare me stesso, la mia famiglia, la mia arte superlativa e a chiamarmi Dalí con la consapevolezza che detta distrazione contribuirà alla mia immortalità poiché solo chi "non esiste" non potrà mai morire».

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