Vivere la musica: Un racconto autobiografico (Super ET)

Il racconto di una vita di eccezione: la musica come educazione sentimentale. Compositore prolifico e versatile, pianista e musicologo, uomo di profonda e vasta cultura, Roman Vlad per la prima volta apre lo scrigno della sua memoria per restituirci le vicende della sua lunga e avventurosa esistenza che abbraccia quasi un secolo della nostra Storia: i fatti, gli affetti, gli eventi, gli incontri - da Alfredo Casella a Igor Stravinskij a Riccardo Muti -, ma anche l'estenuante fatica che precede ogni sua felice ispirazione. Pagina dopo pagina, dall'infanzia in Romania agli studi nella Roma fascista, ai grandi successi ottenuti in tutto il mondo, Vlad riordina, con sapienza e ironia, gli infiniti ricordi della sua vita piena, interamente dedicata al miracolo della musica, e ci regala un vivido spaccato del Novecento culturale. «Sono immerso nella musica da quando ho memoria di me. I miei primi ricordi musicali risalgono alla primissima infanzia, quando vivevo a Vascauti con i miei genitori nella grande casa di campagna di proprieta dei nonni materni. Vascauti, o Waschkoutz in tedesco, era un piccolo centro a circa 40 km da Czernowitz, antica capitale del ducato di Bucovina, dove sono nato il 29 dicembre 1919. In casa si faceva e si ascoltava molta musica; mio padre, magistrato, amava moltissimo l'opera lirica italiana, specie l' Aida . Avevamo il pianoforte, il grammofono e tanti dischi. Certo, non c'era la radio e tanto meno la televisione, si era ai primi anni del 1900! Mia madre, come tutte le ragazze della buona societa di una volta, aveva ricevuto un'educazione adeguata, suonava il pianoforte, era bella e vivacissima e mi aveva insegnato a nuotare, a giocare a tennis e ad andare a cavallo. Io ero affascinato dai suoni, catturato dalla loro magia, li cercavo e toccavo gli strumenti musicali che avevamo in casa».

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