Passi da gigante: La mia vita vista dall'alto (Varia)

Si potrebbe cominciare da quel giorno d’inverno del 1963 in cui un giovanissimo Dino si presentò al suo primo allenamento con la Ignis Varese indossando un paio di splendide Superga rosse, giusto il colore degli acerrimi rivali del Simmenthal Milano.
Oppure da quell’abbraccio al figlio Andrea, nel 1990, alla fine dello storico match in cui si affrontarono in campo da avversari: unico caso di scontro diretto fra due generazioni nella storia del basket italiano.
O ancora dalle vittorie più belle: i due “grandi Slam” (scudetto, Coppa dei Campioni, Coppa Italia e Coppa Intercontinentale), uno con Varese nel 1970, l’altro con Milano nel 1987, l’argento olimpico con la Nazionale nel 1980, l’oro europeo nel 1983.
E come dimenticare quel 5 settembre 2003, data d’ingresso di Dino nella Hall of Fame di Springfield, “l’arca della gloria del basket”?
Da qualsiasi punto si scelga di iniziare a raccontarla, la carriera di Dino Meneghin – amato follemente dai suoi tifosi, rispettato dagli avversari non solo per la sua grinta sotto canestro ma anche per le eccezionali qualità umane – resta meravigliosa, inimitabile.
Passi da gigante ci offre l’occasione di ripercorrerla per la prima volta… dall’alto, insieme con Dino, ma anche di scoprire un basket di uomini veri e ragazzi terribili, ai tempi in cui nascondere casse di vino fresco nei bagni dei ritiri, riempire a tradimento di schiuma la vasca dell’idromassaggio e farcire le scarpe di un malcapitato compagno con la crema per i piedi erano “gesti tecnici” necessari per vincere, non meno di un terzo tempo, di un rimbalzo o di un canestro nel momento clou di una serie scudetto.

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