Misteri per orchestra: Dalla morte di Mozart ai demoni di Paganini, profili ed enigmi di grandi compositori (Strade blu. Non Fiction)

La storia della musica è costellata di misteri risolti e irrisolti, veri e propri thriller che con rare eccezioni sono rimasti un territorio parzialmente inesplorato di musicologi e appassionati. Si tratta di trame che spesso non hanno niente da invidiare a quelle dei grandi gialli della cronaca e della letteratura, intessute come sono di risvolti biografici noti e di incursioni nella leggenda e nel fantastico. Inevitabili, peraltro, in un'epoca in cui il mito dell'artista prospettava ogni esequia prematura come un'ingiustizia divina anziché come l'esito delle cure di medici ignoranti e cialtroni. È nell'Ottocento che i misteri si fanno decisamente più intriganti: quando l'afflato romantico e l'avvento della borghesia innalzano la musica ad arte vera e propria e smettono di considerarla un'occupazione da girovaghi e da mestieranti. In questa fase la realtà e l'invenzione rischiano di confondersi: può non essere facile, a tutt'oggi, separare il ritratto di Nicolò Paganini dalle ombre demoniache che ne accompagnarono la carriera, o comprendere perché la musica di Richard Wagner sia ritenuta inseparabile dall'ascesa di Adolf Hitler, o spiegarsi perché Gioachino Rossini si ritirò dalle scene a soli 37 anni e passò il resto dell'esistenza a discutere di stracchini e di bistecche, o, ancora, capire se Pëtr Cajkovskij morì davvero di colera oppure fu indotto al suicidio perché non rivelasse un inconfessabile scandalo sessuale. Per non parlare del più noto caso di Wolfgang Amadeus Mozart: che cosa accadde, in definitiva, nei suoi ultimi giorni di vita? Filippo Facci, amante ed esperto di musica classica, ricostruisce profili biografici sorprendenti e investiga sugli intrecci più misteriosi che hanno per protagonisti alcuni dei più celebri compositori di tutti i tempi. Riporta aneddoti, svela retroscena, analizza documenti, smentisce dicerie, formula ipotesi. E scopre che gli armadi di molti musicisti nascondono scheletri che anche a distanza di secoli possono far rabbrividire.

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