Giulio Cesare (Script)

La travolgente carriera politica e militare di Giulio Cesare, la sua violenta fine, che fu decisa dai congiurati nell’inutile prospettiva di salvare la Repubblica, il suo talento di scrittore, che avrebbe oscurato addirittura l’eloquenza di Cicerone se avesse voluto dedicarsi semplicemente al mestiere di oratore, fanno del conquistatore della Gallia e del vincitore di Pompeo nel corso della tremenda esperienza della guerra civile una personalità di tutto rilievo, addirittura unica nell’avviare il processo di una Europa unita per istituzioni, costumi e idiomi, almeno fin dove le sue armate riuscirono a imporre la potenza di Roma. Se a questo si aggiunge la sua personale interpretazione del genere letterario dei Commentarii, quelli che oggi definiremmo ‘memoriali’, allora il lettore dei suoi diar? relativi alla Guerra Gallica e alla Guerra Civile si troverà davanti un modernissimo e singolarissimo esperto di arte della comunicazione, quella più deputata a celebrare i suoi successi militari e a difendere il suo operato allorché causò, complice Pompeo, un enorme dissanguamento di concittadini chiamati a morire per giustificare le velleità politiche e le ambizioni di potere di quelli che erano pur sempre fra loro suocero e genero. Gaio Giulio Cesare insomma fu un politico a tutto tondo, bravo a trovare gli slogans giusti per imporsi all’attenzione dei Romani, insuperabile nel reinvestire le vittorie sul campo in conquiste clientelari ed elettorali, genio della parola efficace e della strategia fulminante. Il suo assassinio, che avrebbe dovuto celebrarne anche la scomparsa come presunto tiranno, ne ha invece esaltato ancor più le doti e la lungimiranza politica.

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