Gianfranco Scarpari, una vita narrata.

Premessa


Uno degli impulsi, forse il più profondo, che alimentava il desiderio di esprimersi e comunicare di Gianfranco, che traspariva in ogni sua opera o scritto e non veniva celato neppure nelle sue conversazioni, era il recupero della memoria delle persone, delle cose, degli eventi che il tempo finisce per travolgere, modificare o sbiadire, fino alla loro quasi completa cancellazione. Per onorare questa sua aspirazione, a distanza di un anno dalla scomparsa, noi familiari abbiamo deciso di raccogliere parte del materiale da lui lasciato, per rimarcare il segno del suo passaggio e poterlo trasmettere agli amici, ai parenti ed a chiunque abbia piacere di ricordarlo. Il lavoro che abbiamo affrontato non è stato di facile elaborazione e realizzazione data la quantità e la diversità di materiale che ci siamo trovati a dover selezionare, ma ci eravamo prefissi alcune finalità che ci auguriamo di aver rispettato e, soprattutto, di essere riusciti a riportare in questa “raccolta”. Il primo proposito era lo sforzo di essere obiettivi, cosa per nulla facile quando esiste un coinvolgimento affettivo quindi: per non scivolare in una trappola emotiva, abbiamo evitato per quanto possibile di inserire parole, didascalie o commenti, a fungere di collegamento o spiegazione tra i diversi brani, articoli e testimonianze, consapevoli che ciò non avrebbe agevolato la chiave di lettura. Il secondo proposito era dare una visione generale e globale del suo percorso di vita non solo relativo all’attività da lui svolta ed all’operato ad essa attinente, evidenziando il suo profondo legame alla città di Adria ed al territorio limitrofo, in quanto nell’ingegnere, nell’uomo politico, nel giornalista, nello scrittore aldilà della persona stessa, risalta, in primis Gianfranco: “cittadino adriese”.Il terzo proposito consisteva nel rifuggire da ogni forma benché minima di celebrazione certi di rispettare in questo gesto non unicamente un nostro desiderio, ma soprattutto una sua volontà, data la sua riservatezza ed il suo noto ironico sarcasmo verso l’eccessivo protagonismo e la plateale ostentazione. Per focalizzare al meglio questi tre obiettivi abbiamo deciso di suddividere il libro in capitoli, senza rispettare una cronologia e neppure una suddivisione logica e ordinata delle fonti, ma ripartendolo per temi, al fine di creare una sorta di parallelismo tra la presenza, la voce di Gianfranco e questi luoghi, selezionando perciò quasi esclusivamente il materiale che a questo legame si riferisse. La scelta grafica e la varietà dei caratteri hanno lo scopo di differenziare la provenienza dei testi, cercando un’attinenza od una somiglianza con quella originale. Nella speranza di essere riusciti a convogliare e rappresentare in questo volume almeno parte di quelle che erano le nostre intenzioni, ma soprattutto di aver interpretato in modo pressoché equilibrato quello che è stato il senso generale del suo vivere, ringraziamo tutti coloro che abbiamo coinvolto nella stesura, quelli che hanno partecipato ed anche quelli che avranno la pazienza di soffermarsi tra queste pagine.


Brunetta, Giambi e Monica

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