Terra incognita e altri incubi (Perdifiato)

Il professor Sergio Diodoro Segiz riceve una strana lettera – di un esaltato farneticante, indubbiamente! – che descrive il rinvenimento dell’affresco di un santo dalla testa canina, un san Cristoforo cinocefalo e divoratore di uomini, in una cappella seicentesca, nel paese di Canora. Inquietanti ipotesi sull’esistenza di un popolo pagano e selvaggio e di sacrifici umani vengono scartate subito dal docente universitario. Ma le corde della curiosità sono state ormai pizzicate… e altre lettere seguitano.
"L’orrore di Canora" è solo uno dei racconti di "Terra incognita e altri incubi": inspiegabili omicidi con T di sangue tracciate sui corpi delle vittime, un’antica arpa irlandese che non deve mai essere suonata, giochi sadici con rane e insetti di un bambino, l’enigma di un’isola disabitata su cui sorgono solo cimiteri dimenticati… Dieci incubi. Dieci racconti dell’orrore. Una terra di confine, fatta di natura incontaminata, misteri e antiche superstizioni.
Terra che è, a volte, un villaggio abbandonato nel Cilento, un ossario umido e maleodorante, il reparto di anatomia patologica di un ospedale. Ma su cui grava sempre, fra i brividi e il terrore puro che scaturisce dalle pagine, l’unica domanda, l’Incognita: quanto, le nostre certezze su bene e male, vita e morte, realtà e sogno, sono fondate?

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