I Miei Anni In URSS: Venticinque anni accanto ai lavoratori russi

I Miei Anni In URSS è il racconto in presa diretta di un italiano che si ritrova a lavorare in Unione Sovietica nei venticinque anni che lambiscono la fine del secolo breve. Dagli anni settanta alla caduta del Muro, sino agli albori della nuova Russia, il filo narrativo si dispiega nel vissuto quotidiano percorso accanto alle genti russe, nelle fabbriche del Caucaso e nelle case di Mosca. I cambiamenti storici ed epocali che hanno caratterizzato la “guerra fredda” ed il mondo contrapposto in blocchi, hanno in questa narrazione un testimone oculare che ha potuto osservare ogni piccola sfaccettatura dalla stessa prospettiva di tutti coloro che hanno vissuto sulla propria pelle, il socialismo reale interpretato dalla mano autentica della “casa madre”: l’Urss. Anno dopo anno, accanto a sofferenze e paradossi, ad una lingua che, giorno dopo giorno, è diventa amica, l’interprete di questa singolare avventura, riesce a penetrare nella fiducia di chi si pone sul proprio cammino, a costruire relazioni amicali, affrontando le loro stesse privazioni, condividendo lacrime ed abbracci. Non è la narrazione dal Palazzo d’Inverno e neppure il resoconto cronachistico di un reporter quello che emerge dalle pieghe di questi ricordi, bensì l’incontro con un’umanità coraggiosa, ironica, fiera. Un universo di relazioni, aneddoti e gesti di fraterna solidarietà si intersecano tra loro, compiendo per interno un’istantanea del popolo russo. Così lo sguardo del protagonista si mischia e si incontra con quello degli uomini e delle donne che ogni giorno combattono per quel poco che gli è dato come possibilità, che ridono e supplicano, si disperano e ringraziano. In mezzo e al centro, il lavoro, la fatica di tutti i giorni, visi scorti e perduti in un frangente e l’alcool a fare da conforto e condanna per intere generazioni. I Miei Anni In URSS ha il respiro di un romanzo e la pregnanza della vita vissuta. Esso è una narrazione lenta, neorealista, fatta di odori e strette di mano, di sguardi rubati e occhi che hanno saputo nascondersi. Pagina dopo pagina, la voce narrante si fa storia, diventa, essa stessa, parte della storia

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