Grace of Dundalk

Grace of Dundalk è una storia moderna ed anche una storia vera. Quasi sempre divertente e solo qualche volta malinconica. Tragica come lo sono le storie di emarginazione. Si svolge attraverso un periodo di quindici anni, partendo dall'Italia e poi Austria e Irlanda. E composto da episodi che si susseguono così come accade realmente nell'ambito della ristorazione. Non esiste lavoro più precario di questo. Chi non ha "ne arte ne parte", finisce a fare il cameriere o la cameriera. Si accetta un basso stipendio sperando di raddoppiarlo con le mance. quando ci si accorge che in effetti a volte è ben poca cosa, ci si ingegna per rubare con furbizia. Ma è solo ingenuità perchè vengono sempre scoperti con le mani nel sacco. Quindi vengono licenziati e il secondo passaggio di questi avventurieri è di denunciare il proprietario alla camera del lavoro. Ultimo atto è che riescono ancora a raccimolare circa mille euro. Grace of Dundalk non è il solito libro autobiografico per autocelebrarsi, È una visione ironica e divertente di un mondo variopinto e dallo spirito Felliniano che riguarda i camerieri e la vita frenetica nelle cucine dei ristoranti e degli alberghi. Gli incontri sono stati moltissimi e i personaggi non somigliano affatto l'uno all'altro. Ogni uno ha la sua fisionomia comportamentale. Quando si vive in un paese diverso dal proprio si tende a conservare i punti di vista acquisiti con la propria esperienza. Avere una apertura mentale non riguarda di sicuro gli italiani all'estero che si ostinano ad ordinare le lasagne nei ristoranti pseudo italiani e prima ancora che gli venga servita, dicono:"Fa veramente schifo". Ho sempre voluto sopravvivere alle nostalgie di cultura di appartenenza e coglievo quanto di diverso c'era in ogni tradizione e rispettandola.Spesso si finisce a condividere l'affitto dell'abitazione con i connazionali e lì si finisce sempre per litigare.Come quando l'episodio del coltivatore di marijuana. Ho di innato nella mia curiosità, la capacità di assaporare le differenze culturali e di riconoscere le società più evolute. Nella vita sono un osservatore del comportamento umano e questo mi da il vantaggio di comprendere la psicologia delle persone con cui vengo a contatto. La storia di Grace è una storia di emarginazione. Lei è un transgender ed esiste realmente. La incontravo ogni mattina quando andavo a fare jogging. Era una ragazza che si notava sia per l'altezza (quasi un metro e novantacinque con i tacchi) sia per la sua astrazione dalla realtà. Percorreva le strade di Dundalk come una interminabile passerella di moda. Ieratica e irreale, non concedeva nulla a chi osservava con curiosità. La sua presenza è così incisiva nel libro che le ho dedicato il titolo, anche se la sua storia occupa solo un quarto del racconto.

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