Lettera al padre

La risposta a una domanda del padre di Franz, Hermann, si tramuta in uno sfogo personale sotto forma di una lunghissima lettera, in cui viene fuori il rapporto conflittuale con il padre autoritario, che non ha mai mostrato un briciolo di stima e di affetto nei confronti del figlio.



“Carissimo padre, recentemente mi hai chiesto perché mai sostenga di avere paura di te. Come al solito, non ho saputo darti una risposta, in parte proprio per il timore che nutro nei tuoi confronti, in parte perché questo sentire trova giustificazione in una tale quantità di dettagli che, parlando, non saprei evocarli compiutamente. E quand’anche tenti di risponderti per iscritto, il mio provarmici sarà per forza di cose assai incompleto, sia perché anche nello scrivere mi sono di ostacolo la paura che ho di te e ciò che ne consegue, sia perché la vastità del materiale supera di gran lunga la mia memoria e il mio intelletto”.



Kafka rievoca episodi dolorosi e traumatici della sua infanzia, e, con coraggio, accusa il padre di averlo reso un uomo insicuro, timido, timoroso e schivo. La lettera non arriverà mai al destinatario e sarà pubblicata solo diversi anni dopo la morte dell’autore.



Franz Kafka (1883 – 1924) è uno degli scrittori più noti del XX secolo, tanto che il termine “kafkiano” è entrato nella lingua italiana per descrivere situazioni esistenziali come quelle presenti nei suoi testi. Celeberrimi sono il racconto La metamorfosi (1915) e il romanzo Il processo (1925).

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