Galere d'Italia: Dodicesimo rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione

Più di cinquanta osservatori sul campo, oltre 150 istituti di pena visitati: sono alcuni dei numeri di questo rapporto sulle condizioni detentive in Italia. Cui si aggiungono storie, vicende, dati e immagini di una realtà penitenziaria che, nonostante i proclami e i progetti di riforma, resta impenetrabile e complessa.
Ci si chiede se si è usciti dall’emergenza del sovraffollamento delle carceri, si indaga sull’idea – ancora ben radicata nel pensiero collettivo – che una società sicura sia una società con più carcere.
Focus del lavoro sono la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, la sorveglianza dinamica, lo stigma che resta dopo il periodo di restrizione della libertà personale, il rapporto tra i detenuti e i loro cari, i casi di violenza e di rivolta dietro le sbarre su cui non si accendono i riflettori e la detenzione di chi è ancora presunto innocente.
“È necessario vedere cosa accade in una qualsiasi delle carceri italiane – le eccezioni sono pochissime – dove i detenuti non hanno spazio vitale, non hanno acqua calda, non lavorano, non hanno prospettive e sono in balìa delle organizzazioni criminali, che tendono a strutturarsi ovunque, e tra i disperati gettano reti per nuova mano d’opera, nuovi affiliati, carne da macello in cambio di protezione, in cambio di ciò che serve alla sopravvivenza”. (Roberto Saviano)

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