L'angelo rosso

«NEDIM GÜRSEL RACCONTA L’ESILIO DEL POETA COMUNISTA HIKMET IN EUROPA DELL’EST. SONO QUESTI RESTI – DI UN’ESISTENZA, DI UNA CITTÀ, DI UN’EPOCA – CHE GÜRSEL ESPLORA CON UN MISTO DI DISPERAZIONE E VORACITÀ. ANCORA UNA VOLTA RIESCE A RICHIAMARE IN VITA I FANTASMI DI UN’EUROPA SCOMPARSA».
LE MONDE

«UNA RIFLESSIONE SULL’IMPEGNO E GLI INEVITABILI COMPROMESSI DI TRE GENERAZIONI».
Libération

Il biografo turco di Hikmet si reca a Berlino dove un misterioso personaggio gli ha dato appuntamento per consegnargli importanti documenti che riguardano il poeta. Leggendoli, capisce che si tratta dei materiali della polizia relativi alla vita privata e all’impegno politico di Hikmet, allora rifugiato in Europa dell’Est dopo esser stato imprigionato nel suo paese. Il misterioso personaggio che ha passato i documenti, chiamato l’Angelo, non è altri che un vecchio agente della Stasi.
In una lunga evocazione di Berlino prima e dopo la caduta del Muro, il biografo si interroga su questo personaggio ambiguo e sulle tragedie del ventesimo secolo. E ricorda il suo grande amore, una cantante di cabaret che ora lavora in un sordido bordello.
Costruito su tre scenari europei – Istanbul, Mosca e Berlino – questo romanzo intimista e politico al tempo stesso, porta con sé tutti temi dell’opera di Gürsel: la passione per le tre città e la loro letteratura, per la Turchia e la sua storia, per l’erranza e la poesia.

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