Al profumo dei gelsomini

Fra tutte le minoranze straniere presenti in Tunisia negli ultimi due secoli, sicuramente la comunità italiana è stata la prima e la più importante dal punto di vista numerico. Il suo peso economico e sociale divenne determinante in molti settori della vita sociale del paese, tanto che la lingua italiana divenne la lingua franca nel settore del commercio ed in quello della politica e della diplomazia. I primi italiani a giungere in Tunisia furono soprattutto, commercianti e professionisti in cerca di nuove opportunità, provenienti in genere dalla Liguria e da altre regioni del nord Italia.
A cavallo dei secoli ‘800/’900, la popolazione italiana aumenta rapidamente, questa ondata migratoria è costituita da elementi nuovi dal punto di vista sociale infatti nella seconda metà dell’Ottocento si assiste all’arrivo di masse povere soprattutto dalla Sicilia. Questo nuovo flusso migratorio è in larga parte determinato all’inizio dai grandi lavori che la Francia avvia nel suo protettorato, come la costruzione del porto di Tunisi, alla fine dei quali molti emigrati decidono di non rientrare più in Italia.
Arrivati a Tunisi, moltissimi si stabiliscono nella zona del porto, dando origine al quartiere che in seguito si chiamerà “Piccola Sicilia”. A stabilirsi nelle città sono soprattutto muratori, fabbri, falegnami, operai generici assunti nei vari cantieri.
In questa terra ed in Italia si intreccia la storia della mia famiglia, i Santonocito/Bandini, che attraverso un lasso di tempo di circa cento anni danno origine ad un romanzo incalzante ed avvincente sulle proprie vite fatte di amore e di dolore attraverso le varie guerre (I° e II° ed El Alamein). Un resoconto dettagliato nelle varie fasi delle proprie vite sin dalla nascita fino all’età adulta dove ognuno poi andrà per la propria strada lasciando alle spalle solo la memoria ed il ricordo struggente di chi non c’è più.

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