Ragazze in vendita

«No, quelle non potevano essere scelte fatte per reazione, opposizione, vendetta. Piuttosto il marcio doveva partire da dentro. O ce l’avevi oppure no. E non era colpa tua. Era qualcosa che ti infettava l’anima, non c’entravano i principi che ti avevano inculcato, le attenzioni che ti avevano riservato. La putrefazione partiva da là e a mano a mano maturava, si espandeva, ti distruggeva. Proprio come capita con le mele».

Chiara Costanza, magistrato, è da poco entrata in servizio alla Procura di Roma e così, mentre tutti sono in ferie, in un agosto rovente è lei a trovarsi per le mani un brutto caso. Una madre disperata ha scoperto una verità terribile riguardo alla figlia appena adolescente: si è cacciata in un giro di prostituzione e ha coinvolto anche l’amica del cuore. Tutto avviene nei quartieri bene dell’Urbe, in un deserto morale che non guarda in faccia i giovanissimi volti delle due ragazzine e in cui a contare è solo la fame di denaro. Tutto questo riporta il magistrato Chiara Costanza a un trauma della sua giovinezza trascorsa a Genzano, nei Castelli Romani, tra le leggende del lago della dea Diana e la ferocia degli anni di Piombo.
Ma questo brutto caso di anime in vendita sarà inaspettatamente l’occasione per rimarginare le ferite del passato.

Cristiana Macchiusi è magistrato dal 1997. Dopo aver prestato servizio in Sicilia per molti anni, è tornata a Roma, dove attualmente è sostituto procuratore. Si occupa da sempre di reati che coinvolgono le “fasce deboli”, dunque di prostituzione minorile, violenze sessuali e pedofilia. Ha curato l’indagine delle “baby-squillo” dei Parioli che ha fornito lo spunto iniziale per questo romanzo.

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