Il mio nome è Aida (NARRATIVA MINERVA)

Aida diventata madre a diciannove anni viene abbandonata dal padre del bambino.
Nel 1929 è uno scandalo, per la gente che la conosce non è una situazione accettabile e i diktat sociali dell’epoca portano a una pubblica condanna.
Fortunatamente lei vive in una famiglia “sgangherata” ma potente negli affetti, dove sua madre, donna forte e asciutta, “comanda” e le dà pieno sostegno insieme ai suoi fratelli e sorelle. Nemmeno il padre, nonostante il carattere estremamente mite, viene meno ai doveri di genitore e interviene nel momento topico della sua vita.
Aida è una donna che non si accontenta e vuole essere felice.
Arrivano le tragedie della Seconda guerra mondiale. Aida non si tira indietro dalle sue responsabilità, sovvertendo ancora una volta l’ordine sociale. Come quando deve subire la perdita del grande amore, impiegato nell’esercito italiano, scomparso in Russia, ma che le lascia un suo indelebile ricordo con la nascita della seconda figlia.
Questo romanzo è la storia di una ragazza madre, alla quale la vita e la società riservano tante avversità. Ma Aida, con incredibile tenacia, le affronta diventando una donna che non si piega alle imposizioni sociali per poter essere finalmente felice.

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