Tutti liberi

Napoli, oggi. Qualcuno ha deciso di fare giustizia, anche se in modo un po’ discutibile. Le prime vittime sono un onesto parrucchiere, un broker d’assalto, una maga televisiva… Tutte persone dall’apparenza irreprensibile che nascondono però dietro la facciata rispettabile il marcio di una società in piena decadenza. C.A.O.S., con questa sigla si firmano i misteriosi aggressori, denuda le sue vittime e le abbandona al pubblico ludibrio con un cartello che svela le loro malefatte. La città ha paura, e nessuno si sente al sicuro. Nessuno tranne Davide, giovane affidato ai servizi sociali per una piccola faccenda di droga, che ha ben altro da pensare che al C.A.O.S., anche perché la sua vita è nel caos, quello senza puntini e tutto minuscolo. La ragazza lo ha lasciato e gira con un tipo orrendo tutto muscoli, e Davide nel tentativo di riconquistarla passa da un disastro all’altro. Non va meglio nel convento di suore dove lavora per scontare la sua pena, tra barboni e colleghi poco svegli. Eppure la strada di Davide è destinata a incrociarsi molto presto con quella del C.A.O.S. In una Napoli caotica e surreale, tratteggiata con veridicità e ironia, una storia rocambolesca, che racconta un sogno di giustizia che finisce per diventare l’inizio di una nuova realtà, magari non migliore della precedente, ma sicuramente più matura e consapevole.

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