Eurídice Gusmão che sognava la rivoluzione

Rio de Janeiro, anni venti. Nel quartiere di Tijuca, tutti conoscono le stranezze di Eurídice e Guida Gusmão. Bellissima e ribelle, Guida è fuggita da casa per coronare il proprio sogno d’amore con l’ultimo rampollo di una famiglia nobile che si opponeva al fidanzamento. Mentre Eurídice, figlia modello rimasta a consolare i genitori, emigrati portoghesi proprietari di un negozio di frutta e verdura, è una moglie devota e attenta, salvo poi, di tanto in tanto, lanciarsi in qualche progetto per passare il tempo. Ma che sperimenti fantasiose ricette a base di curcuma e latte di cocco, avvolgendo la cucina in una nuvola seducente di aromi che mai si erano sentiti prima di allora in una casa rispettabile, o apra un atelier di sartoria all’ultima moda, ogni sua iniziativa è destinata al fallimento. La società carioca non è ancora pronta per dare spazio alle donne intraprendenti e nessun uomo è interessato ad avere una moglie che pensa, meglio accontentarsi di una vita tranquilla e senza scossoni. Antenor, il marito di Eurídice, non è da meno. Finché, un giorno, Guida si presenta alla porta della sorella. Disperata, racconta di essere stata lasciata dallo smidollato rampollo, incapace di rinunciare agli agi in cui era cresciuto. Sola, senza soldi e con un figlio da mantenere, è disposta a tutto per sopravvivere.

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