La mesata. Corradi torna a Calice

Il maresciallo Corradi – perso in cupi pensieri sulla disarmonia delle vicende umane – scruta il mar Ligure piallato dalla tramontana quando il suo comandante lo convoca per affidargli un incarico: dovrà tornare come agente distaccato dell’antimafia a Calice Ligure, paese della riviera di Ponente incastonato tra costa e monti ove, anni prima, era stato ferito gravemente. L’uccisione di un giovane napoletano, ritrovato incaprettato sul fondo di una piscina naturale, gli conferma nell’immediato l’ipotesi d’omicidio di camorra, deduzione che lo costringerà – insieme al collega Vulpi del comando di Finale – a sciogliere una trama di relazioni sommerse create da uomini e donne che, lontani dai luoghi di nascita, hanno radicato in questo territorio i loro loschi affari. L’investigatore dei carabinieri, in questo quinto noir che lo vede protagonista, continua a essere perseguitato dai ricordi di quando, giovanissimo, aveva militato nella Legione Straniera e dai rimorsi sui perché e le conseguenze di quella scelta, ma riuscirà a far pace con se stesso grazie all’incontro con una donna… Fedele all’atmosfera noir del miglior “giallo mediterraneo”, questo romanzo, amara e realistica miscela di adrenalina e malinconia in giuste dosi, pur rispettando il lettore lo arpiona – colpendone cervello, cuore e fegato – per trascinarlo attraverso tragiche tensioni verso il finale, dove non mancherà il colpo di scena che scioglierà (forse) il pasticciaccio.

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