La mia ossessione sei tu!

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La mia ossessione sei tu!
Autore
Sarah King
Pubblicazione
30/07/2016
Categorie
Sinossi:



Andrea non ha avuto una vita facile: suo padre era un violento bastardo che picchiava sua madre e desiderava ciò che non poteva avere, e lui è convinto di aver ereditato alcuni tratti del suo carattere oscuro, soprattutto quando si ritrova innamorato di Francesca, sua cugina.

Francesca è giovane, bella e innocente.

Proibita, per uno come lui.

Peccato, però, che il suo cuore non la pensi allo stesso modo, perché ogni volta che se la ritrova vicino il desiderio di farla sua, di marchiarla, diventa la sua ossessione. Come riuscirà a resistere alla tentazione, sapendo che anche lei prova gli stessi sentimenti?

L'amore, quando è vero, è in grado di superare tutte le barriere, ma assisteremo a una dura lotta tra orgoglio, gelosie, fughe e senso del dovere.

Riusciranno Andrea e Francesca a coronare il loro sogno d'amore, alla fine?

Non vi resta che leggere per scoprirlo...



Estratto:



Mancavano pochi chilometri alla tenuta dei De Feudis e lui sfrecciava sulla strada deserta come fosse il padrone del mondo. Due fari bucarono d’improvviso la notte, come fossero comparsi dal nulla.

Andrea li vide all’ultimo momento. Sterzò bruscamente per evitare l’auto che procedeva nella corsia opposta, facendo stridere le gomme sull’asfalto. Si fermò appena fuori dal ciglio della strada. Il suono prolungato del clacson, unico rumore che aveva avvertito nei pochi istanti in cui aveva temuto il peggio, gli riverberò nelle orecchie ancora per un lungo momento, poi tornò il silenzio.

«Cazzo!» imprecò sbattendo un pugno sul volante. Aprì di scatto la portiera dell’auto e scese. Aveva bisogno di aria, di riempirsi i polmoni, di respirare.

L’aveva scampata bella e, solo quando fu fuori, all’aperto, se ne rese conto.

Era a bordo strada e attorno a lui c’era solo il silenzio. L’aria pungente della notte avrebbe dovuto rinfrescargli le idee, ma non fu così. Appoggiò le mani al cofano della Mercedes senza nemmeno controllare che tutto fosse a posto, e abbassò la testa. «Ma che mi è preso stasera? Che cazzo ho nella testa?» si disse. «È per una ragazzina che mi sono ridotto così?» sbottò, furioso. «Una ragazzina! Una stupida e meravigliosa ragazzina. Che mi aspettavo che facesse? È normale che voglia mettersi in mostra, è bellissima e lo sa. È normale che voglia fare pazzie e, invece di provare a capirla, le sbatto in faccia solo cattiverie… fanculo!» sibilò stizzito. Averla trattata come una puttana ora lo faceva star male, Francesca non se lo meritava. Eppure non era riuscito a trattenersi, non era stato in grado di contenere quel suo lato oscuro.

«L’unica cosa che mi hai lasciato in eredità… caro papà, ma potevi anche risparmiartela questa!» urlò al cielo mentre la mente gli si riempiva di ricordi. Ricordi che facevano male, che lo laceravano e che avevano, da sempre, alimentato la sua rabbia. Sto diventando come lui!, pensò serrando la mascella e chiudendo gli occhi. Si portò le mani al volto e se lo coprì.

I suoi peggiori incubi si stavano avverando.

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