Sergio Y. va in America

Un romanzo di grande originalità, sospeso fra thriller, romanzo di formazione, questioni di genere e storia dell’immigrazione del Novecento.

Al termine della sua carriera uno psichiatra brasiliano di successo deve confrontarsi col peso di un tragico errore, un caso sottovalutato che si è concluso con la tragica morte del paziente. Il suo nome era Sergio Y., unico erede di una facoltosa famiglia di imprenditori brasiliani, transessuale. Ma la sua morte non è stata casuale: qualcuno ha gettato Sergio giù dall’appartamento di New York dove viveva dopo aver interrotto la terapia. Mosso da un insopportabile senso di colpa, il medico intraprende una tortuosa e commovente ricerca sulle tracce della nuova esistenza di Sergio, fuggito da San Paolo e dal suo destino designato per rischiare una vita completamente nuova e mettere in atto gli insegnamenti del bisnonno armeno, scampato al massacro di tutta la sua famiglia in Turchia ed emigrato in Brasile alla ricerca della felicità. Un romanzo di grande originalità, dove i caratteri del thriller convivono con il romanzo di formazione, le questioni di genere e le saghe dell’immigrazione dei primi del Novecento. Un libro che sa incuriosire, commuovere e sorprendere. Una riflessione sull’esistenza, sulla ricerca della felicità e sul coraggio.

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