Le cento vite di Nemesio

Un grande romanzo, italiano e postmoderno, che getta uno sguardo sul nostro interno Novecento, senza risparmiare le ideologie, le avanguardie, le idiosincrasie e i più spettacolari tra i fallimenti.

Qual è il segreto della felicità? Nemesio non l’ha ancora scoperto. Vive una vita grigia, ha un lavoro opaco e non parla con il padre da anni. Anzi, per distinguersi dal vecchio, che gli ha dato il suo stesso nome, si fa chiamare Nemo, nessuno. Al contrario il padre, un grande pittore, ha avuto una vita che definire piena è poco: ragazzo del ‘99, ha partecipato a due guerre mondiali, ha combattuto da partigiano, ha vissuto il futurismo e tutte le avanguardie del secolo, e ha amato tante donne, tra cui quella con cui ha concepito Nemo, quando aveva già superato i settant’anni. E ancora non molla. Allo scoccare del Duemila e di una grande mostra retrospettiva per i suoi cent’anni, il vecchio maestro ha un malore che costringe il figlio a recarsi al suo capezzale. Nemo non sa che sarà l’inizio di un viaggio fantastico: grazie a una serie di oggetti portentosi, nel corso di una settimana rocambolesca, Nemo rivivrà le cento vite di un padre sconosciuto, di un mondo lontanissimo eppure vivo, di un amore lungo tutto il Novecento. La storia di un uomo che ha visto tutto e di uno che non ha visto niente, ma anche di un secolo e di una settimana. Un romanzo scatenato in cui tra storia e invenzione sfilano gli amori e le passioni di tutta un’era, la Parigi bohémienne e la Germania di Weimar, l’Italia fascista e l’intransigenza del PCI, in una storia avventurosa, esilarante e commovente, tra Kurt Vonnegut e Stefano Benni, tra Jaroslav Hašek e i Monty Python.

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Christophe Brusset è un ingegnere che per vent’anni ha lavorato nell’industria alimentare come manager. Ha avuto modo di conoscere diverse multinazionali alimentari ed è per questo in grado di ricostruire tutta la filiera del prodotto che noi semplici consumatori troviamo sugli scaffali del supermercato. Continua…

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