Tornando da un amico

Nell’Italia degli anni ’50 due bambini, compagni di scuola fin dalle elementari, prendono coscienza degli effetti discriminanti che la miseria causa in chi nasce povero. Paolo, figlio di un operaio, si troverà così a crescere in fretta ed entrare nel mondo del lavoro ancora giovanissimo, mentre Vito, cresciuto in una famiglia agiata, si laureerà ma la consapevolezza delle disparità tra classi sociali farà si che si dedichi alla politica perseguendo ideali di eguaglianza e libertà.
Il trascorrere degli anni muterà le scale valori e farà crollare gli ideali, e mentre Paolo, lavorando duramente, si riscatterà divenendo un imprenditore, Vito resterà orfano del suo “credo”, mangiato da una società sempre più materialista e consumistica.
Vivranno solitudini diverse, dove anche la vera indole umana prevaricherà la razionalità e li condurrà a scelte che mai da giovani avrebbero immaginato.

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Una bella storiagslbelloni

Il romanzo inizia a Milano, sul finire degli anni cinquanta, e narra il percorso di una intera vita di Paolo e Vito, due compagni di scuola fin dalle elementari. Ogni capitolo segna il trascorrere degli anni, dal 1957 al 2006. Paolo è un ragazzo povero che vive con la madre perché il padre è emigrato in Germania. Inizia a lavorare in una fabbrica metalmeccanica a tredici anni, come apprendista. Vito invece appartiene ad una famiglia benestante. Studia e si laurea. Decide di dedicarsi alla politica. Paolo continua gli studi frequentando le scuole serali. A 22 anni fonda, con molti sacrifici e grande tenacia, un'azienda assieme alla fidanzata, Sonia, che diventa sua moglie un anno dopo. Hanno tre figli e il loro matrimonio sembra un legame felice. Ma la vita cambia le persone e, a volte, non ci si accorge di quanto, anche chi ci è vicino, possa mutare con il trascorrere degli anni. Paolo e Sonia vivranno solitudini diverse, seppure molto legati dal passato e dai figli. L'amicizia con Vito, che sposa una compagna di scuola, dura nel tempo ma le loro vite seguono percorsi molto diversi che li rendono uomini lontani dai ragazzini che erano nella prima giovinezza. Egoismo, cinismo, opportunismo, segnano i mutamenti delle scale valori che rispecchiano un'intera società in evoluzione. Entrambi si trovano ad affrontare problemi come l'educazione dei figli, la droga, la solitudine nel matrimonio, le delusioni professionali. Paolo e Vito reagiscono in modo totalmente diverso. Mentre Paolo è divenuto un uomo che, nonostante le delusioni, si sforza di fare sempre "la scelta giusta", Vito resta senza ideali e lascia la politica. Entrambi diventano, come molte altre persone che hanno attraversato gli ultimi cinquant'anni di storia, "orfani di ideali". La società in cui entrambi vivono ha cancellato la parte migliore di quando erano ragazzi, rendendoli calcolatori e cinici. Un evento imprevedibile li conduce verso azioni che mai da giovani avrebbero immaginato e lontane da qualsiasi senso morale. Solo nell'ultimo capitolo, entrambi, seppure in modo molto diverso, trovano una pace. E' lo sguardo di un bambino, nipote di Vito, che non ha mai conosciuto il nonno, a ridare ai due amici di un tempo il valore dei ricordi della giovinezza che ha ancora un sapore di buono. "Tornando da un Amico" è un bel romanzo, ricco di sentimenti e valori morali, che dimostra come diventare adulti non sempre significa diventare migliori.

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