La Torre del Nuraghe (Distopie Vol. 1)

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La Torre del Nuraghe (Distopie Vol. 1)
Autore
Rina Brundu
Editore
IPAZIA BOOKS
Pubblicazione
6 novembre 2016
Categorie
«Ma era davvero cieco, maestro?».
«Chi, cucciolo?».
«Il venerabile Solone di Talana».
«Sicuro che lo era! Narrano le cronache che le sue orbite oculari, vuotate, brillavano di una luce sinistra quando si infervorava nei sermoni…».
«Vuotate?».
«Vuotate! Il prezzo del sacrificio richiestogli dal Creatore: la vista in cambio del dono profetico e di quel pendente d’ambra da cui non si separava mai…».
«La vista per il dono profetico…».
«Senza le sue visioni, cucciolo, canidi e felidi non sarebbero mai riusciti a dare un senso alla loro nuova condizione».
«Ma perché il pendente d’ambra?».
«Solone sosteneva che fosse un talismano potentissimo. Qualora si fosse rotto la sua essenza perniciosa sarebbe stata in grado di distruggere la nostra civiltà. Lo portava sempre al collo e non permetteva a nessuno di toccarlo: non bisognava toccarlo!».
«Capisco…».
«Non spaventarti, Ulisse. Il venerabile non ha mai smesso di spronare i suoi contemporanei, insegnando loro a ben comportarsi e a tenere a bada la nebbia…».
«Maestro, cosa bisogna fare per tenere a bada la nebbia?».
«Stare dalla parte della ragione, Ulisse. L’idiozia in sé appartiene ai giorni passati. È figlia dell’età dei giganti».
«Quindi, è stata sconfitta?».
«La stupidità non ha mai mancato di una data astuzia, cucciolo, ed è stato quel suo difetto a permetterle di sopravvivere all’annientamento. La sua essenza è ancora presente nelle profondità della nostra anima e, alla maniera di un dittatore deposto, brama il momento in cui potrà diventare, una volta ancora, dominatrice indiscussa delle nostre azioni».
«Maestro, cosa accadrebbe se la stupidità dovesse prevalere?».
«Bestie eravamo e bestie ritorneremo!».
«Proprio come affermava il venerabile…».
«Le sue esatte parole, Ulisse…».
«Ma Solone diceva anche…».
«Attenti alla torre! La torre è l’ultimo dei giganti! Proprio così Ulisse. Solone sosteneva che il monumento fosse stato preservato per ricordarci che l’ira divina non si è ancora placata. Meglio sarebbe non provocarla dunque, altrimenti…».
«Bestie eravamo e bestie ritorneremo!».

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