Candida come la neve

Alastyn è l’unico della sua specie. Un mutaforma che vive da essere umano ma anche da cavallo; sotto le spoglie di equino inganna gli uomini e li porta negli abissi marini dove li divora, così come spiegato dalle leggende Gaeliche che lo riguardano.
Per secoli Alastyn ha vissuto ai margini della società ma da qualche anno la sua indifferenza è stata infranta dall’amicizia con Milo. Milo è un poliziotto venticinquenne appassionato di fantasy che, conoscendo la storia del suo improbabile compagno, si occupa di indagare e fornire nomi e cognomi dei peggiori criminali latitanti ad Alastyn; in questo modo il mutaforma si illude di avere un’etica. Si illude di uccidere solo chi se lo merita. Ma non sempre. Per lui non è facile resistere all’ingenuità, il miglior invito a cena di tutti. Alastyn però deve mettersi in discussione: un giorno incontra una ragazza, Evy, che sembra caduta direttamente dal mondo delle favole e invece di divorarla decide di contattare il suo amico poliziotto per salvarla dall’ira di un fidanzato pretenzioso.
Da quel momento in poi i tre saranno avvolti nella spirale di un ironico fato.
Verità inaspettate, dubbi e sospetti, parvenze d’amore, timori e desideri. Gelosie malcelate e imprevedibili, misteri e anche destino.
Una storia a metà, una storia incompiuta. La sensazione di aver lasciato qualcosa in sospeso ma l’impossibilità di concludere quello che era cominciato tanti, troppi anni prima.

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