Il vizio della lettura

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Il vizio della lettura
Autore
Edith Wharton
Editore
FanDingo
Pubblicazione
7 dicembre 2016
Categorie
Ne "Il vizio della lettura", articolo scritto da Edith Wharton nel 1903 per The North America Review, la comunicazione con il lettore si sviluppa su due piani diversi, e quello che sembrerebbe un giocoso trattato filosofico nasconde in realtà la dimostrazione pratica della tesi sostenuta: il "lettore meccanico", nuovo prodotto dell’editoria industriale e privo di sensibilità artistica - colui che "delle delizie del vagabondaggio intellettuale, della caccia improvvisata dopo un accenno fugace, suggerito a volte da un cambio di frase o dalla semplice sfumatura di una parola, è serenamente inconsapevole" - vi troverà soltanto una sagace dissertazione, attuale e istruttiva, su come i libri debbano essere letti e scritti, e su quanto la crescente volgarizzazione della letteratura ai fini commerciali stia di fatto distruggendo il mondo letterario e i suoi autori.
Il "lettore nato" invece, colui che possiede il talento - e non solo il vizio - della lettura, non potrà fare a meno di notare i piccoli ma improvvisi scarti stilistici di quest’opera, l’uso di termini francesi senza apparente motivo e la scelta bizzarra delle metafore, fino a interrogarsi sul loro significato.
Edith Wharton descrive la letteratura come un “processo di selezione” operato dallo scrittore, attraverso il quale i libri si trasformano in mappe “ricche di incroci e deviazioni”, e alberi che “continuano a crescere, propagando le radici e intrecciando i loro rami”. Per dimostrarlo, in queste poche pagine riuscirà a collegare molteplici fonti e a nascondere nel testo una quantità straordinaria di "allusions" - quelli che oggi si chiamerebbero Easter Eggs - che vanno dalla Bibbia a Shakespeare, passando per il libro di Mormon, Verlaine, Goethe, George Eliot, Dante Gabriel Rossetti, e molti altri ancora.
Le quindici note esplicative di questa traduzione italiana svelano per la prima volta il significato di alcune delle "allusions", ma la sfida di Edith Wharton rimane tutt'oggi aperta a chi voglia proseguire la ricerca e trovarne altre non ancora identificate. A questo scopo, è stato inserito il testo originale nella pubblicazione.
Il vizio della lettura è molto più di un breve saggio: è un viaggio avventuroso e straordinario, capace di dimostrare - persino ai lettori dell’era digitale - quanto la cultura interattiva sia sempre stata, anche in passato, il fondamento dello sviluppo artistico e conoscitivo.
Loredana de Michelis

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