Scighera

“Scighera”, così gli abitanti chiamano quella nebbiolina leggera che a volte ammanta il lago di Como, velandone il paesaggio. Non quella nebbia fitta che cala impietosa e impedisce la vista, piuttosto una sottile bruma che sfuma i contorni, confonde i profili, in molti induce tristezza. Fra questi, di sicuro non si può annoverare il protagonista del romanzo: a lui il lago in questa veste piace e non ne fa mistero. Psicologo per professione e buon ascoltatore per natura, decide di accogliere fra i suoi pazienti Crina, un’affascinante ragazza che a lui si è rivolta con una vaga richiesta d’aiuto. Se la disponibilità all’ascolto è un vantaggio per il suo mestiere, non lo è la tendenza a farsi coinvolgere nella vita dei pazienti, alimentata spesso dalla curiosità di scoprire cosa si celi realmente dietro la facciata che alcuni decidono di mostrare. E, il suo intuito non sbaglia, la giovane Crina sta nascondendo un enorme segreto...

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