Syphilis - Sifilide: Rinascimento italiano. L'arte dell'amore, della guerra, dell'inganno

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Syphilis - Sifilide: Rinascimento italiano. L'arte dell'amore, della guerra, dell'inganno
Autore
Giuseppe Mazzilli
Pubblicazione
03/01/2017
Categorie
GENERALITÀ
Opera rigorosamente storica: Syphilis da cui il termine sifilide, il cancro del sedicesimo secolo. Da questa malattia, importata dal nuovo mondo ad opera di soldati spagnoli, il titolo del romanzo che ben si adatta alla filosofia del periodo storico.
Umoristico e commovente. Linguaggio in stile rinascimentale addomesticato, con diversi termini dell’epoca (esempio: uccellare per imbrogliare) a volte popolaresco. Molti capitoli sono introdotti da cenni storici, per inquadrare avvenimenti e personaggi del periodo.
SINOSSI
Il personaggio principale, dal nome Innocenzo perché «...proprio nello preciso momento in cui uscì lo vescovo e pronunziò la frase habemus papam, …tu emettesti il primo vagito», si muove ai margini della Storia e ne è coinvolto.
Egli da monello di strada si innamora di una ragazzina, probabilmente già mignotta, che lo trasforma in studente modello ma suo malgrado la abbandona. Quindi diviene speziale famoso (in particolare: verginatore di mignotte e con tale incarico rincontra la vecchia fiamma che si riaccende) nonché spia e servitore di papi e per tali uffici è costretto a girare per la penisola.
Alcuni avvenimenti:
-Il sacco di Roma del 1527, che apre e chiude il racconto
-Il dissanguamento di alcuni ragazzini (lui è uno di loro) da parte dei cerusici, nel tentativo maldestro di salvare il papa
-Il carnevale, con la corsa degli ebrei nudi e i carri carnascialeschi, e l’incontro-scontro con quello delle prostitute
-La distruzione di statue e capitelli di Roma imperiale
-La procura di clienti a vecchie prostitute; primo incontro-scontro con Ettore Fieramosca
-Le prostitute, di cui Roma era zeppa, e il suo brevetto di verginazione
-La castrazione, per un ipotetico futuro da cantore, di un ragazzino suo amico
-La discesa del re francese nel 1494 e la crudeltà della soldataglia
-Napoli; nascita e diffusione della sifilide, a causa di vivandieri senza scrupoli che spacciano carne umana di spagnoli di ritorno dal nuovo mondo; il protagonista stesso ne è coinvolto
-La partecipazione, come spettatore non autorizzato e fidanzato tradito, alla famosa cena delle castagne, festino di casa Borgia, con invitati cardinali e prostitute
-La crudeltà e l’ambizione di Cesare Borgia (che fra l’altro cerca di stuprarlo) viste però come tentativo di unificare l’Italia
-Barletta, la disfida; con un ordine particolare, impartitogli sempre da Cesare, nei confronti di Ettore Fieramosca; entrata in scena di un commissario svizzero, tal Blatter (nome di fantasia), convinto nella vittoria francese
-La morte di papa Borgia e il buffo tentativo di inserire entro la bara il suo corpo, vomitevole e mostruosamente deformato a causa del demonio presentatosi sotto sembianze di scimmia
-Repubblica di Venezia; scomunica e battaglia di Agnadello
-I vari incontri con una bella ragazza, prostituta religiosissima, che durante un lungo amplesso narra le violenze subite; sono di sua bocca le parole circa la falsità delle indulgenze e l’ingordigia dei prelati
-Bologna, abbattimento della statua in bronzo del papa
-Oltre che l’arroganza del potere, le carceri, le torture, le pene capitali, le violenze carnali, la medicina e i veleni, i miracoli e le indulgenze, i cardinali e i preti di campagna, in un epoca caratterizzata da un alto senso religioso e una bassa integrità morale
-Finale molto commovente, in cui il protagonista dovrà incontrare qualcuno ma non sa chi
FINALITÀ.
L’Italia non è sempre stata una cenerentola, al contrario, fino al cinquecento era la sua cultura a dominare, l’italiano la lingua commerciale e internazionale e il latino quella scientifica. La caduta è stata causata dall’ingordigia dei potenti dediti esclusivamente al proprio particolare;con buoni governanti l’Italia avrebbe svolto un ruolo primario anche nell’impresa verso le nuove terre e, chissà, l’italiano (priva di quella spinosa fonetica anglosassone) ancora la lingua internazionale

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