King Kong

King Kong è senza dubbio un classico della letteratura fantastica; la parabola del gigantesco gorilla, dall'intrico della giungla popolata di animali preistorici sull'Isola del Teschio alla cima dell'Empire State Building, ha affascinato milioni di lettori dagli anni Trenta fino ai giorni nostri, e ha ispirato innumerevoli riduzioni cinematografiche. La ragione di tanto successo è nella grande creazione di Wallace: il gigantesco Kong che in fondo suscita anche tenerezza, animato da impulsi primordiali eppure sconvolto da un assurdo "amore" per una donna, inspiegabile passione che lo porterà fatalmente alla morte. Come nel Frankenstein di Mary Shelley, anche qui un essere mostruoso distrugge e soccombe nel tentativo di realizzare i propri desideri, ma se lì vi era una creatura della scienza, qui è protagonista la forza brutale e irrefrenabile della natura e degli istinti.
«Kong!», la folla che guardava dalla cima del muro con le torce accese in mano, scoppiò in un fragoroso grido. «Kong! Kong! Kong!». Ann sollevò le palpebre, come risvegliata dalla sensazione di un ineluttabile fato. Si guardò attorno smarrita, senza capire dove fosse. Vide i polsi e, rendendosi conto solo ora di cosa le facesse male, cercò di tenersi in piedi per allentare la morsa delle corde. Cominciò a prendere coscienza anche di ciò che aveva intorno, e dinanzi a sé vide il muro preso d’assalto dalla tribù. Ma un grido più forte, più profondo, sembrava arrivare da dietro di lei, da un’Ombra. Si girò. Mentre i suoi occhi si spalancavano, l’Ombra emerse finalmente dalle tenebre stagliandosi in tutta la sua solida realtà. Sbattendo le palpebre in direzione del muro affollato di gente, aprì la sua enorme bocca lanciando un potente ruggito di provocazione, mentre con mani nere e pelose si batteva un poderoso petto, ugualmente nero e peloso, in segno di sfida. Esitò un istante, illuminato dalla luce abbagliante delle torce e, come se comprendesse il significato delle mille mani che continuavano a indicare qualcosa, abbassò lo sguardo sull’altare, e su Ann.


Edgar Wallace

nacque nel 1875 a Greenwich (Londra). Cominciò a lavorare giovanissimo; a diciott’anni si arruolò nell’esercito ma nel 1899 riuscì a farsi congedare. Fu corrispondente di guerra per diversi giornali. Ottenne il suo primo successo come scrittore con I quattro giusti, nel 1905. Da allora scrisse, in ventisette anni, circa 150 opere narrative e teatrali di successo, nonché la sceneggiatura del celeberrimo King Kong. Definito “il re del giallo”, è morto nel 1932.

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