Anime. Romanzo breve

“Un palazzo di inizio 900 di forma triangolare con al suo interno studi legali e di commercialisti. Il palazzo sovrasta una enorme rotonda del centro città, ha le pareti esterne gialle e numerose finestre con balconi ben curati. Al suo interno, completamente di marmo, tra i vari studi sopra elencati, ci sono 3 appartamenti abitati da ragazzi: metaforicamente, ogni appartamento equivale ad un tipo di triangolo. Come un gioco di scatole cinesi.”
Incomincia così, quasi in sordina, questo romanzo-non romanzo, una storia in bilico tra il surreale e il metafisico dove ogni personaggio recita un ruolo all’apparenza sfuggente, ma che invece - come appunto in un gioco di scatole cinesi - ha una funzione ben precisa nello sviluppo della trama. E così, pagina dopo pagina, prende corpo una vicenda che dall’ordinario alternarsi dei problemi grandi e piccoli della quotidianità, esonda nello straordinario, fino a raggiungere il vertice (ed ecco che ritornano i triangoli...) di una realtà visionaria e imprevedibile. Coppie che scoppiano, ragazzi normali come quelli che s’incontrano ogni giorno per la strada o sul bus, intrappolati nelle rete di un disagio esistenziale ed emotivo in cui tutti, prima o poi, rimaniamo invischiati. Ma è proprio lì, dove la normalità del vivere sembra annichilire i protagonisti, che, all’improvviso, mutano scenari e prospettive. E i limiti di un’esistenza esclusivamente governata dalle leggi della fisica verranno superati. Non più corpi ma anime, appunto.

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