Malamore. Quando il male marchia il ventre delle donne

Malamore è un libro sofferto, è un j’accuse crudo e asciutto del sistema che crea vittima e carnefice, che spinge gli attori verso l’epifania del loro destino. È la rappresentazione del male senza veli e senza pietismi. È denudare il dolore senza lacrime, senza misericordia, perché se ne prenda atto coscientemente. È svelare una realtà che nessuno vuole guardare, non nella sua completezza, dicotomia, dualità,  poiché punterebbe il dito su mancanze oggettive nel sistema su cui regge la società: quando il male ti tocca, ti cambia per sempre. Come, dipende. Ma non sei più la stessa e imprevedibili diventano gli effetti futuri.
Attraverso il racconto scarno ed essenziale delle vittime, l’autrice parla di donne. Donne che si salvano pagando prezzi salati, donne che soccombono, donne che diventano carnefici, donne… Donne  che, comunque, andranno per il mondo marchiate dal male di una società inferma che le vuole sottomesse, inquadrate in cliché conformati e che, nella migliore delle ipotesi, emargina come pazze, ribelli, puttane, rifiuti della società. Quando non le fa fuori…

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