Un canto libero

Dopo essere fuggito dal proprio Paese d'origine, la Nigeria, e aver trascorso tre mesi in una lontana terra straniera di cui ignora la lingua, il famoso musicista Taduno riceve una lettera da Lela, la donna che ama. Nessuno, nemmeno Lela, sa dove lui viva attualmente, e il fatto che quella lettera sia riuscita a raggiungerlo risulta quindi inspiegabile. Lela gli fa sapere che nel corso della sua assenza il loro Paese è cambiato, e lo implora di restare dov'è e rifarsi una vita. Ma ottiene l'effetto opposto, e Taduno decide di fare ritorno per scoprire che cosa stia succedendo, senza badare ai rischi che tale gesto comporterà.

E così inizia la drammatica ed epica storia di un musicista che a colpi di canzoni dà battaglia a un dittatore sanguinario, reo di aver cancellato la memoria dal suo Paese; una vicenda che, via via che la lettura procede, appare sempre più ispirata alla figura di Fela Kuti, il celebre artista africano che non rinunciò mai al diritto di diffondere la musica che riteneva giusto fare.

Un canto libero è un romanzo che ha le connotazioni e il ritmo della favola, denso di simboli, magia, umorismo, con alcuni tocchi kafkiani. Ma dietro la prosa volutamente elementare si celano un'energia autoriale e un impegno dirompenti, sorretti da un intreccio scorrevolissimo e divertente, oltre che da personaggi incisivi, difficili da dimenticare.

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Mangialibri

Un canto liberoMangialibri

Per Taduno, dopo un esilio durato quasi tre mesi, è tempo di tornare in Nigeria, a Lagos, nella sua città natale. Grande è lo stupore quando si accorge che nessuno sembra ricordarsi di lui: non il suo caro amico Aroli, poeta e agente immobiliare, non Judah, il fratellino della sua fidanzata Lela, non i vicini di casa o lo studio di registrazione con cui per tanti anni ha Leggi tutta la recensione

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