Assassinio all’università (I Bassotti)

In un’aula di una non meglio identificata università americana, l’austero professor Biddler si accinge a mostrare a una trentina di studenti lo spezzone di un film con l’intento di spiegare alcune sue teorie sugli effetti sonori. Nel silenzio generale le luci vengono spente e il proiettore viene messo in funzione dalle esperte mani di Miss Ridgeway, la segretaria del corso. Quando qualche minuto più tardi le luci si riaccendono, il professor Biddler giace morto, e un nitido foro di proiettile sulla nuca testimonia con grande chiarezza cos’è accaduto. Chi è stato? E, soprattutto, come ha fatto l’assassino, al buio e in silenzio, circondato da tutte quelle persone, a commettere il delitto? Incaricato del caso è il giovane tenente Phelan, noto per le sue brillanti intuizioni ma anche per i modi sbrigativi, poco adatti a un ambiente protetto e riservato come quello accademico. Eppure è lì che si è consumato quel delitto apparentemente senza senso. La vittima era un uomo mite, la cui vita dedita agli studi era scandita dalle lezioni del suo corso. Un passato senza macchia, così come quello degli altri membri del corpo docente: il popolare professor Twines, elegante e mondano, il sonnolento e arguto professore emerito Surtees, il polveroso e maniacale professor Partridge. Tutti, va da sé, con un alibi inattaccabile.

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