Il delitto dell'altro


Nel 1902, Horacio Quiroga aveva ucciso, senza volere, uno dei suoi migliori amici, lo scrittore Federico Ferrando, membro con lui del Consistorio del Gay Saber, una sorta di circolo letterario di cui facevano parte anche Alberto Brignole (che compare, in questo volume, nel racconto “L’hascisc”), Julio Jaureche, Fernández Saldaña, José Hasda e Asdrúbal Delgado. In quella circostanza, i due amici furono personaggi accompagnati per mano da un altro autore, il destino. Ferrando aveva ricevuto sulla stampa qualche giudizio malevolo per un suo testo, e il diverbio con l’autore delle critiche era trasceso in una sfida a duello. Quiroga si incaricò di controllare la pistola che sarebbe stata impiegata nella contesa, ma dall’arma partì un colpo accidentale che raggiunse Ferrando in volto. All’arrivo della polizia, Quiroga era sconvolto. Dopo quattro giorni di carcere, la sua buona fede fu creduta, ed egli fu rilasciato. Ma la sua vita, ormai segnata, sarebbe completamente cambiata. Decise allora di abbandonare Montevideo, e andò a vivere a Buenos Aires.
(dal Postscritto di Luigi Marfè)

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