La notte ha la mia voce

La prima cosa che arriva di Giovanna è la voce: argentina, decisa, sensuale. Fa pensare a qualcuno che avanzi sulle miserie quotidiane come un felino. Ecco perché, fin da subito, l'io narrante la battezza Donnagatto, sebbene Giovanna sia paralizzata, proprio come lei. Al contrario di lei, però, rivendica il diritto a desiderare ancora, sfidando l'imperfezione del mondo. La Donnagatto nasconde un segreto, e forse ha trovato una persona cui confessarlo, consegnandole la propria storia. Una storia dove è solo apparente il confine tra la condanna e la grazia.

Segnala o richiedi rimozione

Condividi questo libro

Recensioni e articoli

Aggiungi una recensione   Aggiungi un articolo

La notte ha la mia voceMangialibri

La notte ha la mia voce è una narrazione fastidiosa, insostenibile. Punge lì dove deve, scava dentro la parola fino ad esasperarla e questo lo si può fare solo per aver vissuto (e vivere) una continua e costante esperienza di dolore nella quale ogni gesto, ogni sensazione, ogni sfumatura, ogni pensiero si fratturano in microcosmi tangenti e secanti dentro i quali e fuori dai quali si sviluppa l’analisi profonda e spietata della propria malattia, della propria disabilità. Continua…

Piace a 0 persone

Registrati o Accedi per rispondere.