«Io sono la Vergine dei Poveri»

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«Io sono la Vergine dei Poveri»
Autore
Le Apparizioni Di Banneux
Pubblicazione
3 luglio 2017
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Banneux nel 1933 era uno dei paesi più poveri del Belgio, tra la vallata del Vesdre e la strada provinciale che da Liegi conduce a Spa: una chiesetta con un sagrato erboso dove giocavano i ragazzi, alcune povere case, un bar, un negozietto, e più in là qualche fattoria.
In quell'anno il villaggio sperduto divenne meta di pellegrini, attratti dalla sorgente miracolosa "La Fange" che guariva gli ammalati. Che cosa era avvenuto a Banneux nel 1933? Là si era manifestato il segno richiesto a Dio da tutto il Belgio credente. Verso la fine del 1932 si era sparsa la voce di un'apparizione della Madonna a cinque fanciulli a Beauring, a sud della provincia di Namur. Si chiese allora un segno di conferma con una novena di preghiere. La novena finiva il 16 gennaio del 1933. Il 15 gennaio, il segno viene dato a Banneux.
Quel giorno, 15 gennaio, era domenica. A sera, la più grande dei sette figli di Giuliano Becò vide nel giardinetto della casa una Signora di luce. Giuliano quando lo seppe sorrise incredulo, beffandosi della fantasia della sua Marietta: a dodici anni si sogna ad occhi aperti! Operaio metallurgico, Giuliano si era inasprito sempre più dopo la disoccupazione che durava da vari mesi. Aveva coperto con un drappo persino l'unico crocifisso della sua casa che pendeva da una parete della cucina. Che ci stava a fare, quando non dava lavoro a un povero padre che aveva moglie e sette figli da sfamare? Giuliano voleva essere un uomo onesto, ma... che non gli parlassero di Dio, se non volevano sentirlo bestemmiare!Luisa, la moglie, lo lasciava ai suoi malumori, anche lei troppo preoccupata di quei sette bambini a cui non sapeva come provvedere. Dio (pensava lei) stava in Paradiso e lei doveva rodersi nell'angustia dei debiti, nei morsi della fame che le suscitavano pensieri cattivi, sentimenti irosi... E per di più quell'inverno sembrava regalare solo neve e gelo!In quel clima teso e di cupo silenzio, i sette bambini ridevano poco, sovente litigavano e, quando sognavano, vedevano pagnotte, latte caldo e focolare fiammeggiante. Marietta, la più grande dei sette figli, che aveva capito al volo la situazione e la cui anima vibrava di tutte le tensioni di papà e mamma, cresceva ombrosa e selvaggia. Marinava la scuola e al catechismo andava per togliersi di casa, ma non studiava le lezioni. Minacciata di non essere ammessa alla prima Comunione, esplodeva la sua pena in una risposta ribelle e provocatoria: "Non me ne importa niente!". In realtà non sapeva bene chi fosse Dio: se Dio era come il papà, era meglio non avvicinarlo troppo... Quella domenica, 15 gennaio, non era andata neppure a Messa né a catechismo.Eppure Marietta non era cattiva. Aveva anche lei un segreto, un tesoro, un qualche cosa di tutto suo a cui si sentiva legata inconsapevolmente, forse per quel bisogno proprio delle preadolescenti di avere un motivo, una forza, una gioia intima di cui vivere. Aveva trovato per strada una vecchia corona del Rosario e a questa corona aveva legato ciò che di meglio portava in cuore e che esprimeva ogni tanto con la recita segreta di qualche Ave Maria. Quella fredda sera del 15 gennaio, la scontrosa Marietta non si unì ai fratellini che il papà accompagnava a letto. Lei era la più grande, aveva dodici anni; sapeva fare da sola e poteva aspettare il fratello di dieci anni non ancora tornato a casa. Si mise alla finestra della cucina, stizzita per quel ritardo; fuori c'era una coltre di neve e tanto freddo! Ma ecco che Mamma Luisa nella stanza accanto si sentì chiamare da Marietta con voce nuova, con tono affettuoso. Luisa ebbe un brivido: le sembrò che la sua bimba finalmente si sciogliesse in una espressione d'amore, per quello sbalzo insolito di voce con cui la chiamava. "Oh, mamma! C'è una donna nel giardino!". Sì [...]

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